2 aprile 2017

Osteopatia

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce l’Osteopatia una medicina complementare che si avvale di un approccio manuale.

Si tratta quindi di un sistema di terapia manuale che riguarda in particolare il movimento del corpo umano a vari livelli.

Come tale, la pratica dell’osteopatia richiede la conoscenza dettagliata dell’anatomia, della fisiologia e della biomeccanica , insieme ad una sviluppata palpazione manuale.

Fondata nel 1874 dal medico americano Andrew Taylor Still, il principio alla base del trattamento osteopatico è che la restrizione del movimento impedisce una corretta circolazione del sangue, della linfa e del liquido cerebrospinale.

Tali ostruzioni lasciano il corpo vulnerabile a processi degenerativi e allo sviluppo di malattie, e devono essere eliminate per ritornare allo stato di salute.

La differenza più importante tra l’osteopatia e le altre terapie manipolative è la filosofia su cui si basa che aderisce a quattro principi fondamentali:

1. La Struttura governa funzione.

Se vi è un cambiamento patologico alla struttura del corpo umano, cambierà inevitabilmente la funzione dei tessuti circostanti: precise manipolazioni osteopatiche, eseguibili su ossa, articolazioni, tessuti molli e organi interni, incoraggiano le strutture verso la normalità, per ripristinare il corretto funzionamento.

2. Il corpo ha la capacità di autoregolarsi.

La fisiologia di ogni persona dipende da meccanismi di auto-guarigione e lavora costantemente verso l’omeostasi: una disfunzione in qualsiasi parte del corpo presenta un ostacolo, che rende più difficile mantenere questo delicato equilibrio.

Il ruolo dell’ osteopata e quello di aiutare a rimuovere il maggior numero di restrizioni della mobilità possibili, e di conseguenza permettere ai meccanismi di autoregolazione della persona di completare il processo.

3. La regola dell’arteria è suprema.

La circolazione efficace è necessaria per la guarigione, l’immunità, la nutrizione e la disintossicazione dei tessuti: l’osteopata utilizza tecniche manuali per ridurre le tensioni o restrizioni biomeccaniche che impediscono la circolazione.

4. Il corpo è un’unità funzionale.

Sebbene ogni tessuto nel corpo abbia una funzione speciale, questi tessuti devono lavorare in squadra; un cambiamento in un unico sistema avrà un effetto a catena, con conseguenti compensazioni in tutta la fisiologia della persona.

L’osteopata esamina l’intera persona, considerando come la disfunzione in una particolare area interagisce con gli altri sistemi, e quale impatto ha sulla salute generale della persona.

Con questi principi, gli osteopati utilizzano manipolazioni gentili per riequilibrare le aree in disfunzione.

Si parte dalla dettagliata anamnesi del paziente, che viene effettuata con test osteopatici di estrema precisione: l’osteopata usa la palpazione per valutare la posizione, la mobilità e la vitalità dei tessuti poiché l’osteopatia agisce sulla causa del disturbo e non sul sintomo.